NOTE SULLO STEMMA DEL COMUNE DI PALAGIANELLO

 

NOTE SULLO STEMMA DI PALAGIANELLO

di Vito Vincenzo Di Turi

Subito dopo il recupero, sia pure parziale, del territorio([1]),, giacché il nome fu sempre conservato, il Consiglio comunale di Palagianello, nella considerazione del fatto che da sempre lo stemma è stato ritenuto come il simbolo, quasi l’incarnazione del territorio, poiché nell’emblema è condensata tutta la storia della gente locale, ne deliberò l’adozione, non solo in ricordo delle vicende passate, ma, soprattutto, per onorare, restituire dignità e ridare personalità al Comune ricostituito.

Non essendovi traccia tra gli atti conservati nell’archivio comunale, fin dal 1911 fu affidato incarico al Presidente della Consulta Araldica in Napoli, conte Francesco Benazzi, affinché identificasse lo stemma che, poi, fu individuato in quello che era stato proprio dell’Università (Comune) di Palagianello.

Il bilancio([2]) di “Introiti ed Esiti”, formato “Li 5 febraro 1743” dal Sindico, ed eletti al Governo della Magnifica Università del Casale di Paligianello”, fornisce la documentazione iconografica (Fig. 1) dello stemma di Palagianello; il sigillo impresso in calce ad esso fu ripreso e, opportunamente modificato per adeguarlo alle norme araldiche, restituito al Comune di Palagianello cui spettava, e spetta, il diritto di farne uso.

Quell’impronta è anche riportata in calce alla “Releva” di “..tutti li corpi stabili, Annue rendite, cenzi, ed animali…”, che i Caracciolo, feudatari dell’epoca, possedevano “…nel sudetto Casale nostra Patria…” eseguita dal Sindaco ed eletti “Li 17 febo 1743″.

Abbiamo avuto la possibilità di prendere visione di quest’ultimo sigillo il quale è fedele alla descrizione a suo tempo fatta dal Presidente della Consulta Araldica, poiché l’impronta riporta una mucca pascente su un prato, con vitello poppante, nella parte superiore un Angelo con ali spiegate ed in quella inferiore il motto: “Medicina Dei”.

La forma attuale dello stemma fu sancita il 4 agosto 1913 con deliberazione del Consiglio Comunale n. 48, mediante la quale fu riconosciuto ed adottato.

Successivamente, con Decreto Ministeriale del 2 settembre 1914, trascritto nel libro araldico degli Enti Morali, al Volume I, pagina 38, il giorno 6 settembre 1914, il Comune di Palagianello ottenne l’autorizzazione a farne uso.

In quel Decreto lo stemma è descritto

“di azzurro alla mucca pascente col vitello poppante, il tutto d’argento”.

Motto: “MEDICINA DEI”.

Laddove Medicina Dei, dall’ebraico Raph-El (Raffaele) vale a dire Medicina di Dio, oppure Dio risana, oppure Dio guarisce – va riferito all’Arcangelo San Raffaele, forse, all’epoca, patrono di Palagianello.

Secondo le regole araldiche – le quali suddividono le figure degli scudi in “Araldiche” (partizioni, pezze onorevoli e pezze araldiche), in “Naturali” (tratte dall’antropologia, dalla fauna, dalla flora, dall’astrologia, ecc.) ed in “Ideali” (tratte dalla mitologia, dall’angiologia, ecc.) -la figura dello stemma di Palagianello appartiene a quelle così dette “naturali”, infatti, vi sono rappresenti la mucca ed il vitello (fauna) ed il prato (flora), mentre, sempre secondo le regole araldiche, il colore azzurro rappresenta il firmamento e l’oceano ed esprime amore e gelosia; l’argento, invece, rappresenta la luce e l’aria fra gli elementi.

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Fig. 1 – Stemma del Comune di Palagianello

 

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 Fig. 2 – Archivio di Stato – Napoli -Riproduzione dell’impronta a secco del sigillo della “Magnifica Università di Paligianello”, impressa in calce al Bilancio di “Introiti ed Esiti” redatto in data 5 febbraio 1743.

 

A conclusione di queste brevi note sullo stemma, è opportuno far osservare che i Comuni hanno l’obbligo di vigilare affinché l’emblema comunale non sia usato da enti diversi o da persone, stante il fatto che il simbolo spetta, di diritto, esclusivamente all’Ente Comune e l’uso di chi non abbia titolo lede il diritto di dominio da parte del Municipio, il quale ha la facoltà di impedirne l’uso ogni volta che lo crede([3]).

 

 

 

 




[1]– Sull’argomento si rimanda ai nostri:

-“Il territorio di Palagianello nell’agro di Palagiano”-Castellaneta, 1988, Tipolitografia Policarpo;

-“Delle Terre civiche e dei demani comunali in un piccolo comune medirionale”, 1998, Castellaneta, Tipolitografia Policarpo, pag. 35 e seg.

Il diritto del Comune sul territorio è imprescrittibile; pertanto in ogni tempo il Comune può rivendicare parte del suo territorio che, di fatto, senza titolo giuridico, sia stato aggiunto ad altro comune. (C. d. S. – Parere – 26 giugno 1956, n. 403).

 

[2]-A.S.N. – Atti preliminari per la formazione del catasto onciario.

[3]  – Tribunale di Milano, 1° marzo 1926, in <Rivista Amministrativa>, 1926, n. 236.

NOTE SULLO STEMMA DEL COMUNE DI PALAGIANELLOultima modifica: 2011-09-12T00:08:00+00:00da lince127
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